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Note biografiche | 2

La vita artistica

Premesso che nulla ci è noto in ordine alla sua formazione artistica, dell’attività musicale di Bonazzi sono sopravvissute maggiori notizie e preziosi dettagli che permettono di ricostruirne parte dell’attività artistica.
La vita culturale mantovana negli anni del dominio austriaco fu alimentata da una trasformazione e amplificazione di strutture preesistenti. Le origini affondano nel 1562, quando, per volere di Cesare Gonzaga, venne fondata l’Accademia degli Invaghiti (di carattere nobiliare, ribattezzata nel 1748 Colonia Arcadica Virgiliana per volontà del marchese Carlo Valentini), alla quale si contrappose l’Accademia degli Invitti (1610) rinominata in un secondo periodo dei Timidi (1648) (di carattere borghese).
In seguito al regio dispaccio emesso il 9 novembre 1767 per volontà di Maria Teresa d’Asburgo Imperatrice d’Austria, l’Accademia dei Timidi venne ufficialmente denominata R. Accademia di scienze e belle arti di Mantova e suddivisa in quattro facoltà: filosofia, matematica, fisica sperimentale, belle lettere.
Col cesareo dispaccio del 24 maggio 1769 si completò il processo di assimilazione in corso e, oltre alla Colonia Arcadica, vennero ricomprese altre due istituzioni: l’Accademia Teresiana di pittura scultura e architettura e l’Accademia filarmonica sotto la denominazione definitiva di Reale Accademia di scienze lettere ed arti.Sotto la dominazione austriaca l’Accademia, presieduta da Tommaso Arrigoni, assunse pertanto carattere universitario articolandosi in tutte le discipline, compresa la musica.
Nel rinnovato ateneo era inglobato un teatro cinquecentesco che, sotto richiesta esplicita degli accademici, venne riprogettato dall’architetto Antonio Galli Bibiena (1697 - 1774), il quale sostituì la pianta rinascimentale a gradoni con la moderna disposizione a palchetti. La nuova sala, così come la possiamo contemplare tutt’oggi, venne inaugurata il 3 dicembre del 1769 con la cantata Virgilio e Manto del maestro Luigi Gatti (1740 – 1817).
Poche settimane dopo, esattamente il 1 gennaio 1770, il quattordicenne Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791), reduce dal suo debutto italiano all’Accademia filarmonica di Verona, tenne un concerto al “Teatro Scientifico” (così denominato per le finalità principali che gli accademici mantovani intendevano assegnargli), riscuotendo il plauso unanime degli astanti. Non è da escludere che l’allora sedicenne Bonazzi quella sera fosse tra il pubblico e avesse occasione di ascoltare e conoscere personalmente il giovane Mozart, ma in mancanza di documenti questa rimane solamente un’ipotesi.
La prima testimonianza che abbiamo di Bonazzi in qualità di primo violino e direttore risale all’anno 1782 in occasione della messa in scena dell’opera I fratelli Pappamosca di Pietro Guglielmi (1728 - 1804).
L’anno seguente il ventinovenne Bonazzi ottenne la nomina a violinista concertatore della Colonia Filarmonica, subentrando al suo illustre predecessore Luigi Gatti, divenuto maestro di cappella della cattedrale e della corte di Salisburgo. In quell’anno Bonazzi risultava già essere primo violino della R. D. Cappella di S. Barbara, direttore d’orchestra del Pubblico Teatro e compositore.
Nella primavera dello stesso anno, in occasione della riapertura del Nuovo R. D. Teatro, ricostruito ad opera di Giuseppe Piermarini (1734 - 1808) in seguito a un incendio devastante avvenuto il 29 maggio 1781, venne rappresentata l’opera Il Trionfo della pace di Giuseppe Sarti (1729 - 1802) coi balli Enea nel Lazio e Un ballo campestre musicati da Antonio Bonazzi e diretti da Innocenzo Gambuzzi, dei quali  il cronista della Gazzetta di Mantova ammirò «la delicatezza e l’espressione della squisita musica». L’orchestra che accompagnava la rappresentazione era formata da strumentisti in servizio presso la corte parmense, primo fra tutti il ventiseienne pavese Alessandro Rolla (1757 - 1841). Con questo documento Bonazzi compare per la prima volta nella veste di compositore, ma dei suoi balli non è rimasta alcuna traccia.
Bonazzi ricompare come autore di balli coi titoli Il trionfo di Tamerlano e Amor non dorme nell’anno 1784, eseguiti la stessa sera primaverile presso il R. D. Teatro di Mantova assieme a L’Alessandro nelle Indie di Luigi Cherubini (1760 - 1842) su libretto di Pietro Metastasio (1698 - 1782).
Il 24 giugno del 1785 al Regio Ducal Teatro Nuovo Bonazzi diresse ed eseguì un programma interamente di sue musiche che superò, a detta della critica, «ogni maggiore aspettativa». Così riporta la Gazzetta di Mantova: «Quanto più di squisito gusto furono incontrate, e quindi applaudite, le eccellenti di lui composizioni nella musica istrumentale, e la maestra di lui mano nell’eseguirla»
Nel 1787 la Gazzetta dell’8 giugno annuncia, per il giorno 15 successivo, un altro concerto nel Regio Ducal Teatro Nuovo in cui Bonazzi «suonerà a solo e farà eseguire vari pezzi di musica da lui espressamente composti».
In occasione dei consueti esercizi letterari della Colonia Arcadica Virgiliana del 1792 la Gazzetta riporta che il Bonazzi fece eseguire «alcune patetiche sinfonie da lui composte»
Maggiori informazioni sono pervenute riguardo all’attività di violinista concertatore dei due R. D. Teatri di Mantova: nuovo, per la stagione delle fiera; vecchio, per il periodo di carnevale. Si sa con certezza che Bonazzi concertò le seguenti opere: nel 1783 Il trionfo della pace e Le Gelosie villane di Giuseppe Sarti, La vendemmia di Giuseppe Gazzaniga; nel 1784 Le gelosie villane di Sarti, L’Alessandro nelle Indie di Luigi Cherubini; nel 1785 L’Antigono di Nicolò Zingarelli (1752 – 1837), L’Arminio di Angelo Tarchi; nel 1787 Demofonte di Luigi Gatti; nel 1788 Il barbiere di Siviglia di Giovanni Paisiello (1740 – 1816), nel 1789 Giulio Sabino di Giuseppe Sarti, nel 1790 Le trame deluse di Domenico Cimarosa; nel 1791 La pastorella nobile di Pietro Guglielmi, La Molinara di Giovanni Paisiello; nel 1792 Bertoldo e Bertoldino di Brunetti; nel 1793 Didone abbandonata di Giuseppe Sarti; nel 1794 Il matrimonio segreto di Domenico Cimarosa, Nina ossia La pazza per amore di Giovanni Paisiello; nel 1797 I due castellani burlati di Vincenzo Fabrizzi (1764 - 1812 ca.) e nel 1800 L’intrigo amoroso di Ferdinando Paer (1771 - 1839).
Nel 1772 Antonio Bonazzi fu invitato da Giacomo Puccini senior (Celle dei Puccini, 1712 - Lucca, 1781), nonno del celebre compositore, a suonare presso la Cappella Palatina di Lucca in occasione della festa di Santa Croce.
In qualità di primo violino Bonazzi effettuò una trasferta nell’autunno del 1783 in funzione della riapertura del Nuovo Teatro della Società di Casalmaggiore. Per l’occasione vennero rappresentate l’opera Medonte di Giuseppe Sarti e i balli di Domenico Rossi Piuttosto la Morte che la schiavitù musica di Vincenzo Martin e Il convitato di pietra musica di Christoph Willibald  Gluck (1714 – 1787).
Dieci anni dopo compare nell’anno 1793 a capo dell'orchestra del Teatro di Reggio Emilia in occasione della messinscena de La vendetta di Nino, dramma serio in due atti di Alessio Prati su libretto di Ferdinando Moretti.
Infine ulteriori documenti custoditi presso l’Archivio di Stato di Mantova certificano che Bonazzi richiese al Regio Ducal Magistrato Camerale il permesso per soggiornare due mesi a Vicenza (10 giugno 1791 e 31 maggio 1792) e a Reggio (4 aprile 1793) al fine di esercitarvi la professione di primo violino.

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